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ARTE - Post n°2079 pubblicato il 29 Dicembre 2011 da pierrde

Pubblicato in Recensioni

"Tecnica e mercato sono divenuti i generatori simbolici di tutti i valori, per cui oggi capiamo unicamente che cosa è utile, efficace, produttivo, ma nulla sappiamo di cosa è buono, giusto, vero, bello, sacro.

Ne è una prova l'arte che diventa arte solo se entra nel mercato."

Umberto Galimberti, D di Repubblica, 17 dicembre 2012

La citazione da Gallinari è funzionale ad una mail ricevuta qualche giorno fa da Marco Colonna, multistrumentista e compositore, che mi invitava all'ascolto di un doppio album del suo gruppo, Noise of Trouble, dal titolo The Bloody Route.

La musica è presente sul sito del gruppo ed è, per scelta, liberamente scaricabile in più formati e quindi "fuori mercato". Letta la presentazione ed il "manifesto" programmatico mi attendevo un flusso di grande energia, sullle impronte di quel Peter Brotzmann che i componenti del gruppo richiamano esplicitamente nelle note del loro manifesto.

 

Invece c'è molto di più, e c'è sopratutto molta autenticità e molta anima. Sicuramente la musica è aspra, impegnativa, sferzante; ma è anche estremamente fresca e varia, certamente frutto di lavoro collettivo, impregnata di più riferimenti e radici, lirica e libera. In una parola, nuova.

Per meglio comprendere utilizzo allora le parole degli stessi musicisti:

 

"Abbiamo utilizzato un sistema organico di improvvisazione strutturata, maturando in tal senso una profonda consapevolezza della necessità di mantenere libero il coinvolgimento emotivo e privandolo degli stereotipi delle esecuzioni senza rete. Dodici partiture, dodici quadri che segnano il foglio su cui sono scritte come se segnassero le nostre coscienze. Una musica collettiva.

A firma di una consapevolezza oramai raggiunta. In nome dello sforzo che si è fatto per liberarci dalle consuete alchimie musicali, abbiamo deciso di non produrre fisicamente un disco, un cd, ma di consentire gratuitamente il download di tutto il materiale. Pevedendo solo la donazione libera come possibilità retributiva.

Tuteliamo il nostro materiale con Creative Commons, in modo da chiarire che nessuna forma di tutela lucrativa viene messa in gioco. Lo abbiamo fatto perchè convinti che un nuovo Mondo è possibile, che altre vie sono praticabili e che di fatto, nessuna forma di controllo è attuabile se si decide di affidarsi alle persone in quanto individui pensanti e sensibili. Fuori dagli schemi di mercato, e fuori soprattutto dal sistema di informazione malato che ci circonda."


Faccio mio il commento particolarmente azzeccato di Dan Di Maggio, presente sul sito del gruppo, che dice cosi':

 

In un mondo in cui ogni produzione umana, compresa quella artistica, sembra dover necessariamente assoggettarsi alle logiche del Santo Mercato, ecco apparire un album doppio che è un piccolo miracolo. Solido e nobile il progetto, ineccepibile la tecnica, all’avanguardia la forma di fruizione. E poi, ovviamente, il sound: potente, espressivo, senza ammiccamenti ad alcun tipo di “mainstream”. Insomma, un lavoro che si rifiuta di essere semplice merce e si propone (era ora, verrebbe da dire) come opera e operazione artistica. Tra tutte le meraviglie sonore presenti in questo lavoro, le mie preferite sono “Urban Warriors”, “Slave of weakness”, tutto il secondo CD (!) e il capolavoro “Future in the past”. Un album da ascoltare, riascoltare e far ascoltare.

 Non c'è molto altro da aggiungere, solo l'invito ad ascoltare con attenzione questi quattro splendidi musicisti al seguente link:

 

http://www.noiseoftrouble.joomlafree.it/index.php?option=com_content&view=featured&Itemid=101

 

 

 


Fonte: 

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